Descrizione
“Scavare Castelli” con Marco Valenti. Martedì 18 agosto, Abbadia Isola, ore 21.30
Che cosa si nasconde davvero dietro le mura di un castello? Martedì 18 agosto, alle ore 21.30, nello splendido scenario monteriggionese del complesso monumentale di Abbadia Isola, l’incontro “Scavare Castelli” invita il pubblico a guardare alle fortificazioni medievali da una prospettiva diversa; non monumenti isolati o immobili scenografie del passato, bensì luoghi vivi e complessi, nati da processi di lunga durata e capaci di trasformare profondamente il territorio.
A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Marco Valenti, professore ordinario di Archeologia Medievale all’Università di Siena, allievo e successore di Riccardo Francovich, figura fondamentale dell’archeologia medievale italiana. Attraverso scavi, casi di studio e risultati delle ricerche sul campo, mostrerà come l’archeologia possa ricostruire la storia di un paesaggio prima, durante e oltre la nascita del castello monumentale.
Perché l’archeologia non studia soltanto le “cose”; e attraverso le cose indaga le persone. Un frammento di ceramica, i resti di una casa, un deposito conservato nel sottosuolo, una strada, un campo coltivato o una struttura difensiva sono indizi capaci di raccontare chi abitava un luogo, come lavorava, quali risorse utilizzava e quali rapporti sociali ed economici costruiva. Reperti e strutture acquistano significato perché sono stati prodotti, utilizzati, trasformati e infine abbandonati da uomini e donne del passato. Dalla documentazione e dall’interpretazione di queste tracce materiali l’archeologo ricostruisce contesti sociali, economici e culturali altrimenti perduti, restituendo voce anche a coloro che compaiono raramente nelle fonti scritte: contadini, artigiani, lavoratori, famiglie e intere comunità.
In Toscana sono attestati circa 1.642 castelli. Un numero straordinario, dietro il quale si nascondono altrettante storie, spesso molto diverse tra loro; non è una semplice sequenza di monumenti, è soprattutto un enorme patrimonio di conoscenze sulla società medievale e sulle trasformazioni del territorio. Tra X e XIII secolo furono protagonisti di una profonda riorganizzazione del paesaggio. Intorno alle fortificazioni si concentrarono abitati, strade, mercati, attività produttive e funzioni essenziali della vita collettiva. I castelli divennero anche centri di nuovi poteri locali, capaci di controllare terre, boschi, pascoli e acque, organizzare produzioni e scambi e intervenire sulle relazioni tra gli uomini e sulle forme dell’insediamento.
Ma la storia di un castello non comincia necessariamente con le sue mura. Scavare significa spesso scendere al di sotto dell’immagine monumentale che ancora oggi domina il paesaggio e ritrovare ciò che esisteva prima: villaggi altomedievali, abitazioni, coltivazioni, attività artigianali, percorsi e forme di organizzazione delle risorse. Significa seguire nel tempo le trasformazioni di una comunità e comprendere quando, come e perché un determinato luogo sia diventato un castello. Significa dunque interrogare un organismo storico complesso; un luogo di potere, certamente, e anche uno spazio di lavoro e di vita quotidiana, nel quale si intrecciano persone, risorse, economie e paesaggi.
“Scavare Castelli” sarà un’occasione per scoprire come l’archeologia, partendo dalle tracce apparentemente più piccole, possa arrivare a raccontare trasformazioni molto più grandi: dal castello al paesaggio, dalle comunità ai poteri, dal locale al globale, ricostruendo la trama di luoghi e persone che ha dato forma al Medioevo.
Ingresso: 10 euro, comprensivo di drink presso il bar del museo. Informazioni e prenotazioni: 0577 304834 · info@monteriggioniturismo.it; 0577 1794759 · info.contessaava@gmail.com
Che cosa si nasconde davvero dietro le mura di un castello? Martedì 18 agosto, alle ore 21.30, nello splendido scenario monteriggionese del complesso monumentale di Abbadia Isola, l’incontro “Scavare Castelli” invita il pubblico a guardare alle fortificazioni medievali da una prospettiva diversa; non monumenti isolati o immobili scenografie del passato, bensì luoghi vivi e complessi, nati da processi di lunga durata e capaci di trasformare profondamente il territorio.
A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Marco Valenti, professore ordinario di Archeologia Medievale all’Università di Siena, allievo e successore di Riccardo Francovich, figura fondamentale dell’archeologia medievale italiana. Attraverso scavi, casi di studio e risultati delle ricerche sul campo, mostrerà come l’archeologia possa ricostruire la storia di un paesaggio prima, durante e oltre la nascita del castello monumentale.
Perché l’archeologia non studia soltanto le “cose”; e attraverso le cose indaga le persone. Un frammento di ceramica, i resti di una casa, un deposito conservato nel sottosuolo, una strada, un campo coltivato o una struttura difensiva sono indizi capaci di raccontare chi abitava un luogo, come lavorava, quali risorse utilizzava e quali rapporti sociali ed economici costruiva. Reperti e strutture acquistano significato perché sono stati prodotti, utilizzati, trasformati e infine abbandonati da uomini e donne del passato. Dalla documentazione e dall’interpretazione di queste tracce materiali l’archeologo ricostruisce contesti sociali, economici e culturali altrimenti perduti, restituendo voce anche a coloro che compaiono raramente nelle fonti scritte: contadini, artigiani, lavoratori, famiglie e intere comunità.
In Toscana sono attestati circa 1.642 castelli. Un numero straordinario, dietro il quale si nascondono altrettante storie, spesso molto diverse tra loro; non è una semplice sequenza di monumenti, è soprattutto un enorme patrimonio di conoscenze sulla società medievale e sulle trasformazioni del territorio. Tra X e XIII secolo furono protagonisti di una profonda riorganizzazione del paesaggio. Intorno alle fortificazioni si concentrarono abitati, strade, mercati, attività produttive e funzioni essenziali della vita collettiva. I castelli divennero anche centri di nuovi poteri locali, capaci di controllare terre, boschi, pascoli e acque, organizzare produzioni e scambi e intervenire sulle relazioni tra gli uomini e sulle forme dell’insediamento.
Ma la storia di un castello non comincia necessariamente con le sue mura. Scavare significa spesso scendere al di sotto dell’immagine monumentale che ancora oggi domina il paesaggio e ritrovare ciò che esisteva prima: villaggi altomedievali, abitazioni, coltivazioni, attività artigianali, percorsi e forme di organizzazione delle risorse. Significa seguire nel tempo le trasformazioni di una comunità e comprendere quando, come e perché un determinato luogo sia diventato un castello. Significa dunque interrogare un organismo storico complesso; un luogo di potere, certamente, e anche uno spazio di lavoro e di vita quotidiana, nel quale si intrecciano persone, risorse, economie e paesaggi.
“Scavare Castelli” sarà un’occasione per scoprire come l’archeologia, partendo dalle tracce apparentemente più piccole, possa arrivare a raccontare trasformazioni molto più grandi: dal castello al paesaggio, dalle comunità ai poteri, dal locale al globale, ricostruendo la trama di luoghi e persone che ha dato forma al Medioevo.
Ingresso: 10 euro, comprensivo di drink presso il bar del museo. Informazioni e prenotazioni: 0577 304834 · info@monteriggioniturismo.it; 0577 1794759 · info.contessaava@gmail.com
Indirizzo
Localita' Abbadia isola, 26/A, 53035 Monteriggioni SI, Italia
Mappa
Indirizzo: Localita' Abbadia isola, 26/A, 53035 Monteriggioni SI, Italia
Coordinate: 43°23'16,4''N 11°11'38,8''E
Indicazioni stradali (Apre il link in una nuova scheda)
Costo
A pagamento
Contatti
| monteriggioni@comune.monteriggioni.si.it | |
| Telefono | 0577306653 |
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Ultimo aggiornamento pagina: 16/08/2026 10:48:34